20.8.2026 13:34

La storia di Gianluca: una carriera, poi la cella e la gioia delle piccole cose

Italien Ministero della Giustizia Raffaella Tallarico
Gianluca Rossignolo, ex imprenditore, narra nel podcast Un universo oltre i Confini la sua parabola che va dalla carriera al carcere: una condanna per bancarotta lo porta in Italia e in Montenegro, con periodi di detenzione a Civitavecchia e Monza. Nel racconto emergono i momenti più difficili vissuti in attesa della sentenza, ma anche una svolta di rinascita: l’amore di sua moglie e un libro di meditazione regalato in carcere lo spingono a lottare per migliorarsi. Oltre alla sua guarigione personale, Gianluca parla delle sofferenze familiari, del valore del tempo e di voler ritrovare la serenità con i figli, la moglie e il padre defunto.
KI-Zusammenfassung

Gianluca Rossignolo era un imprenditore, come il padre prima di lui. Poi la sua vita cambia: arrivano una condanna per bancarotta e la reclusione. La sentenza lo raggiunge in Montenegro; rientrato in Italia, passa per il carcere di Civitavecchia, finché non viene trasferito a Monza. Ed è proprio da Sanquirico che racconta la sua storia, nella seconda puntata del podcast Un universo oltre i Confini, realizzato dalla cooperativa sociale Universo e dall’associazione Zero Confini onlus.

“Il periodo più buio e difficile non è stato il giorno in cui sono stato messo in carcere – racconta Rossignolo ai microfoni di Elena Tinelli -, ma i 12 anni precedenti di processo, in cui trascorrevo le notti a immaginarmi che cosa mi potesse succedere”. L’ex imprenditore parla di alcuni momenti che hanno segnato la sua reclusione. Quando riceve dalla moglie “Real happiness”, un libro sulla meditazione della scrittrice americana Sharon Salzberg. Dentro, una dedica speciale: un cuore con scritto Ti amo. “È stato il momento in cui ho capito che anziché farsi prendere dallo sconforto bisognava aggrapparsi alla vita. Mi sono detto ‘devo uscire da qui migliore di come sono entrato'”, dice Rossignolo nel podcast.

A Monza, Gianluca si iscrive all’università ed entra nella redazione della testata Oltre i confini – Beyond Borders. Suo è l’articolo dell’ultimo numero del periodico, dal titolo “Le sofferenze passano con un budino al cioccolato”, una riflessione sul potere benefico delle piccole cose. La frase è presa in prestito dal compositore Giovanni Allevi, che la usa in un’intervista sul Corriere della Sera. Il senso della condanna è il comune denominatore di una diagnosi infausta – quella toccata al noto pianista – e della reclusione. “Il senso di smarrimento e impotenza – dice Rossignolo – lo vivi sia quando hai un brutto male, sia nel momento in cui ti trovi a vivere privato della libertà e dei tuoi affetti”.

Gianluca Rossignolo ha anche 3 figli e quando si è in carcere, dice, “è il rapporto più doloroso da gestire”. La detenzione rende consapevoli di quanto il tempo possa essere prezioso: “Mi sono reso conto – racconta – che non sono stato abbastanza papà quando potevo esserlo di più”. Sul futuro Gianluca, che oggi lavora ed è detenuto in articolo 21, ha pochi altri punti fermi. “Vorrei andare sulla tomba di mio papà perché da recluso non ho potuto partecipare ai funerali. Poi vorrei stare con mia moglie e i miei figli. E respirare”.

https://www.gnewsonline.it/la-storia-di-gianluca-una-carriera-poi-la-cella-e-la-gioia-delle-piccole-cose

Autor
Kontaktperson
Raffaella Tallarico

Unternehmen / Organisation
Ministero della Giustizia
Teilen
Galerie