Processo civile, dimezzati i tempi. Lo certifica l’Istat
Istat ha certificato che il percorso di riduzione dei tempi della giustizia civile, concordato con l’Unione europea nel quadro del PNRR, ha superato di gran lunga l’obiettivo: il Disposition Time complessivo è sceso di oltre il 50% rispetto al 2019, passando da 2.512 a 1.251 giorni, con riduzioni consistenti in tutti e tre i gradi di giudizio (Tribunali, Corti d’Appello e Corte di Cassazione). Il risultato è stato favorito dalle risorse del PNRR e dagli obiettivi europei, con benefici anche per gli investitori esteri grazie a tempi di definizione più rapidi delle controversie. Il Ministro Carlo Nordio ha annunciato che gli obiettivi sono stati non solo raggiunti ma superati, evidenziando i progressi nei tribunali italiani e l’impatto positivo per l’imprenditoria.
“Desidero ringraziare tutti i magistrati, tutto il personale, tutte le professionalità che operano negli Uffici Giudiziari per gli immensi sforzi profusi in questi anni, che hanno consentito di raggiungere risultati di enorme portata”. Con queste parole il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il 3 agosto, esprimeva il proprio plauso a tutti gli operatori, il cui contributo aveva consentito che si riducesse il disposition time (ossia la durata media dei processi) del contenzioso civile, l’ultimo e più complesso tra i traguardi assegnati all’Italia nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per la giustizia.
L’Istituto Nazionale di Statistica in questi giorni ha certificato, confermandoli, i dati anticipati dal Ministero della Giustizia: “Il percorso di riduzione dei tempi della giustizia concordato con l’Unione europea e misurato attraverso il Disposition Time (DT) – si legge sul sito dell’Istat – si è concluso con un risultato significativamente superiore all’obiettivo previsto dal PNRR”.
L’obiettivo fissato si attestava sulla riduzione del 40% rispetto al 2019 del tempo necessario a esaurire il carico pendente nei tre gradi di giudizio, passando dai 2.512 giorni dell’anno base a meno di 1.507 giorni entro il 30 giugno 2026. In realtà, è sempre l’Istat a dichiararlo, “il risultato conseguito supera ampiamente il target: il DT complessivo si è infatti praticamente dimezzato, scendendo a 1.251 giorni (-50,2%). L’obiettivo è stato raggiunto in tutti i gradi di giudizio. Nei Tribunali il DT è passato da 556 a 291 giorni (-47,6%), nelle Corti di Appello da 654 a 352 giorni (-46,2%) e in Corte di Cassazione da 1.302 a 608 giorni (-53,3%), registrando la maggiore riduzione percentuale”.
E lo si deve alle risorse derivanti dal PNRR e agli obiettivi cogenti concordati con l’Europa.
Oltre a un diretto beneficio per i cittadini, i tempi ridotti di definizione di una controversia comportano un significativo incentivo per gli investitori esteri in Italia, finora frenati dalla incertezza nella tutela dei contratti e nel recupero del credito.
Come recentemente confermato da Carlo Nordio, ospite del Forum Ambrosetti di Cernobbio, ormai storico appuntamento di fine estate: “Abbiamo raggiunto e superato gli obiettivi Pnrr, impiegato tutte le risorse che ci sono state attribuite, e i risultati si sono visti, e li vedrete voi imprenditori”.
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