4.6.2026 22:12

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 176

Italy Presidenza del Consiglio dei Ministri Unknown author
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Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 4 giugno 2026, alle ore 17.11 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 4 giugno 2026, alle ore 17.11 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro della giustizia Carlo Nordio, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani e del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.

Il decreto interviene sulla disciplina dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato. L’esame si svolge in un’unica sessione annuale e si articola in due prove scritte e in una prova orale. Le prove scritte si svolgono in presenza e con il solo ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza. Il decreto definisce l’oggetto delle prove, i criteri di valutazione, le modalità di ammissione alla prova orale, la composizione delle commissioni e delle sottocommissioni d’esame e la disciplina applicabile dalla prima sessione successiva all’entrata in vigore del decreto.

Il testo interviene, inoltre, sulla disciplina dei provvedimenti d’urgenza in materia di proprietà industriale e diritto d’autore e sulle disposizioni relative al pagamento delle prestazioni rese in esecuzione di intercettazioni e funzionali all’utilizzo delle medesime, anche con riguardo agli indennizzi dovuti in caso di ritardo.

Il decreto proroga alcuni termini in materia di giustizia, relativi al giudice per le indagini preliminari in composizione collegiale, all’utilizzo delle infrastrutture digitali interdistrettuali per le operazioni di intercettazione e all’entrata in vigore delle disposizioni sul Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Sono inoltre introdotte disposizioni sulla permanenza nell’incarico presso lo stesso ufficio dei magistrati giudicanti, sull’organizzazione e la competenza degli uffici del giudice di pace e sulla funzionalità dell’ufficio per il processo.

Sono previste ulteriori disposizioni in materia di indennizzi per i danni subiti a causa dell’irragionevole durata di un processo (legge 24 marzo 2001, n. 89), con riferimento alle somme liquidate nell’anno 2022, nonché interventi per la prosecuzione e il potenziamento del processo di digitalizzazione dell’amministrazione della giustizia, per la continuità dei servizi di connettività e per l’innalzamento dei livelli di sicurezza delle infrastrutture digitali e dei sistemi informativi.

Il provvedimento interviene anche sul termine massimo per l’esercizio dell’azione di responsabilità professionale nei confronti del notaio.

Per quanto riguarda l’attuazione del patto dell’Unione Europea sulla migrazione e l’asilo, il decreto adegua l’ordinamento nazionale alla direttiva relativa alle norme sull’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e ai regolamenti europei in materia di procedura comune di protezione internazionale, procedura di rimpatrio alla frontiera, accertamenti nei confronti dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne e sistema Eurodac.

In particolare, il testo disciplina le fasi della manifestazione di volontà, della registrazione e della formalizzazione della domanda di protezione internazionale, nonché i documenti rilasciati al richiedente. Si interviene inoltre sull’accesso al lavoro del richiedente protezione internazionale, innalzando a 90 giorni il periodo prima del quale l’attività lavorativa risulta preclusa.

Si interviene inoltre sul diritto del richiedente a rimanere nel territorio dello Stato, sulla procedura di asilo alla frontiera, sul trasferimento del richiedente sottoposto a tale procedura, sulla domanda manifestamente infondata e sulle controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale nella procedura di frontiera.

Il decreto introduce disposizioni relative all’obbligo di risiedere in un luogo specifico, disposto dal prefetto nei casi previsti, al relativo reclamo giurisdizionale, alla valutazione del rischio di fuga, alle misure alternative al trattenimento e alla disciplina del trattenimento del richiedente. Sono inoltre disciplinate le procedure accelerate e le procedure di frontiera, con specifici termini per la loro conclusione, nonché gli accertamenti nei confronti degli stranieri rintracciati in occasione dell’attraversamento irregolare della frontiera o a seguito di operazioni di salvataggio in mare, con riferimento alla conduzione presso appositi punti di crisi, ai controlli sanitari, di vulnerabilità e di sicurezza, al rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico e alla trasmissione dei dati al sistema Eurodac. Il testo introduce anche la disciplina del fermo amministrativo per accertamenti, con comunicazione al procuratore della Repubblica, convalida del giudice di pace e specifiche garanzie per i minori.

Il provvedimento adegua la disciplina del sistema Eurodac, prevedendo l’interconnessione del sistema automatizzato di identificazione delle impronte e delle immagini facciali e l’individuazione del punto di accesso nazionale presso il Dipartimento della pubblica sicurezza.

Infine, sono introdotte misure organizzative per l’attuazione del nuovo quadro europeo, tra cui il potenziamento delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, l’ampliamento delle competenze delle sezioni specializzate in materia di immigrazione, l’istituzione di sezioni stralcio presso le medesime sezioni e interventi per il potenziamento dell’amministrazione giudiziaria. Sono altresì previste disposizioni transitorie per la prima attuazione della nuova disciplina.

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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia Carlo Nordio, ha approvato, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, in materia di organizzazione del lavoro dei soggetti sottoposti a trattamento penitenziario.

L’intervento si inserisce nell’ambito della funzione risocializzante della pena, prevista dall’articolo 27 della Costituzione, e persegue una duplice finalità: da un lato ampliare e diversificare le opportunità lavorative e di formazione professionale offerte ai detenuti; dall’altro rafforzare il raccordo tra l’Amministrazione penitenziaria, il mercato del lavoro esterno e i soggetti pubblici, privati e del terzo settore coinvolti nell’organizzazione delle lavorazioni penitenziarie.

In particolare, il decreto interviene su cinque profili distinti: la disciplina dei corsi di formazione professionale; la promozione attiva delle occasioni di lavoro; la disciplina delle convenzioni per l’inserimento lavorativo dei detenuti e degli internati; la riformulazione del superato obbligo del lavoro per i condannati e i sottoposti a talune misure di sicurezza; l’ampliamento delle forme di attività individuale ammesse.

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, quattro decreti legislativi e un decreto del Presidente della Repubblica. I testi tengono conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome o della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato.

Di seguito l’elenco dei provvedimenti con l’indicazione dei proponenti.

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Il Consiglio dei Ministri ha esaminato dieci provvedimenti di promozione alla qualifica di Presidente di Sezione di Consiglieri della Corte dei conti e ha quindi deliberato di richiedere, al riguardo, alcuni chiarimenti alla stessa Corte.
Inoltre, il Consiglio dei Ministri ha deliberato:

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STATI DI EMERGENZA

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato:

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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento dei consigli comunali di Sarno (SA) e di Torre Annunziata (NA), e l’affidamento della gestione dei due comuni ad altrettante commissioni straordinarie per la durata di diciotto mesi.

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Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti ha svolto una informativa in merito agli Accordi per la coesione sottoscritti dal Presidente Giorgia Meloni, su proposta dello stesso Ministro, con sei amministrazioni centrali: Ministero dell’istruzione e del merito, Ministero del turismo, Ministero della salute, Ministero dell’interno, Ministero dell'università e della ricerca, Presidenza del Consiglio dei Ministri - Protezione civile e politiche del mare. Gli Accordi attivano investimenti per 1,7 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi di euro finanziati direttamente attraverso risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 e 200 milioni di euro di ulteriori cofinanziamenti. Le risorse finanziano progetti e investimenti in settori strategici: riduzione del rischio idrogeologico, sicurezza, istruzione, università, turismo, salute. Con la sottoscrizione si completa l’iter avviato con la riforma della politica di coesione per rilanciare la programmazione, accelerare l’attuazione e stabilire obiettivi chiari e tempi certi per gli investimenti destinati a ridurre i divari territoriali. I nuovi Accordi si aggiungono ai 21 già sottoscritti con le Regioni e le Province autonome, che hanno consentito di impegnare risorse per oltre 45 miliardi di euro, e ai primi 7 Accordi già sottoscritti con i Ministeri nell’ottobre dello scorso anno, che hanno liberato risorse per 3,4 miliardi di euro.

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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, ha deliberato l’estensione della dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale a un quarto progetto di data center da realizzarsi nel Comune di Tavazzano (LO) per un valore pari a ulteriori 3,79 miliardi di euro, portando il valore complessivo del Programma di investimento a oltre 8 miliardi di euro. La delibera si aggiunge a quella del 2 ottobre 2025, che aveva riguardato i primi tre progetti di campus di data center presso Melegnano (MI), Settimo Milanese (MI) e Cornaredo (MI). Il programma di investimento contribuisce allo sviluppo dell’infrastruttura digitale italiana e alla trasformazione digitale dei servizi pubblici e privati, rafforzando la competitività delle imprese italiane e l’economia del Paese. Vengono garantite, al contempo, la sicurezza, l’affidabilità e la resilienza delle informazioni, essenziali per il funzionamento di settori chiave come la finanza, la sanità e l’amministrazione pubblica. Il nuovo progetto “MPX4” porterà a oltre 500 lavoratori impiegati durante la fase di costruzione, oltre l’indotto, e a oltre 50 posti di lavoro a tempo pieno per figure altamente qualificate, che si aggiungono agli oltre 4.000 lavoratori, di cui 250 altamente qualificati, previsti per la realizzazione e l’esercizio dei primi tre campus.

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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, ha esaminato quattordici procedimenti di valutazione di impatto ambientale, relativi a progetti di impianti eolici e agrivoltaici per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, per una potenza complessiva di circa 635,0632 MW, di cui 405,305 MW per la Regione Puglia, 117,332 MW per la Regione Lazio e 112,4262 MW per la Regione autonoma della Sardegna. Ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge del 17 maggio 2022, n. 50, le delibere del Consiglio dei Ministri sostituiscono a ogni effetto il provvedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA).

Il Consiglio dei Ministri ha quindi espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale sui progetti, a condizione che siano rispettate le prescrizioni impartite dalle Commissioni competenti istituite presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

Regione Puglia

Regioni Puglia e Basilicata

Regione Lazio

Regione Sardegna

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato tredici provvedimenti delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Umbria n. 4 del 7/04/2026, recante “Modificazioni e integrazioni di leggi regionali”, in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa italiana ed europea in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, violano gli articoli 97 e 117, terzo comma, della Costituzione.

Inoltre, il Consiglio dei Ministri ha deliberato di non impugnare:

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Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 18.11.



https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-176/31997