31.3.2026 17:39

Giornata della memoria per i caduti dell'Intelligence e celebrazione pre-pasquale, l'intervento del Sottosegretario Mantovano a Palazzo Dante

Italien Presidenza del Consiglio dei Ministri Autor nicht angegeben
Durante la Giornata della memoria per i caduti dell’Intelligence italiana, svoltasi oggi a Roma presso Palazzo Dante con la presenza del Sottosegretario Mantovano, è stato evidenziato il valore della memoria nel settore anche grazie a un volume sulle storie meno note degli agenti. Si è ricordato un gruppo di caduti dell’intelligence, tra cui Anano Borreo, Vincenzo Li Causi, Nicola Calipari, Lorenzo D'Auria, Pietro Antonio Colazzo, Tiziana Barnobi e Claudio Alonzi, insieme ai commilitoni morti nella Seconda Guerra Mondiale e nella guerra di liberazione, con riferimento anche al nuovo monumento di Forte Braschi. Nell’intervento è stata citata una lettera del Tenente Colonnello Guido Rampini e si è sottolineato che il servizio possa essere vissuto come una missione, spesso ispirata dalla fede; la cerimonia è stata celebrata anche con la Santa Messa di Pasqua.
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Si è svolta oggi a Roma presso Palazzo Dante, la Cerimonia di commemorazione dei caduti dell’Intelligence italiana, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica.

Testo dell'intervento

Qualche mese fa è stato pubblicato un volume con le storie meno note, o addirittura sconosciute, di agenti che hanno lasciato traccia nell’intelligence.
Sono racconti ricchi e intensi, che fanno riflettere su quanto la cura della memoria, essenziale per tutti, sia vitale nel settore dello Stato in cui voi agite: un settore nel quale gli obblighi di riservatezza rendono rapido l’oblio delle azioni compiute.

Il nostro ritrovarci qui è il segno di quanto sia forte, nella comunità intelligence, il desiderio di custodire questa memoria. “Ricordo” è una parola che – come suggerisce l’etimologia – non indica il semplice riportare alla mente ma il “richiamare nel cuore”, cioè rendere di nuovo presente attraverso l’affetto, la gratitudine, la commozione che lega a chi ci è stato caro.

“Richiamiamo” oggi “nel nostro cuore” le persone che non hanno esitato a offrire la loro vita per noi, e alle quali ci unisce un vincolo che sopravvive alla morte: Anano Borreo, Vincenzo Li Causi, Nicola Calipari, Lorenzo D'Auria, Pietro Antonio Colazzo, Tiziana Barnobi, Claudio Alonzi. Ai loro familiari rivolgo un abbraccio e un “grazie” per essere ancora una volta con noi.

Ricordo anche gli agenti dell’intelligence che hanno dato sé stessi alla Patria nella Seconda guerra mondiale e nella guerra di liberazione; il loro sacrificio è scolpito nel nuovo monumento di Forte Braschi.
Nel libro cui accennavo all’inizio vi è la una lettera scritta da uno di loro – il Tenente Colonnello Guido Rampini, medaglia d’oro al valor militare dell’intelligence – che condivido con voi, perché riassume il senso più profondo della commemorazione odierna e della scelta di celebrarla insieme alla S. Messa di Pasqua.

Poco prima di essere fucilato dai tedeschi, a causa dell’attività di spionaggio da lui messa in piedi per aiutare gli Alleati, così scriveva alla madre:
“Colpito dalla giustizia degli uomini, ma in piena grazia di Dio assistito dal cappellano delle carceri (…), lascio la vita terrena per la mia Patria. (…) Mio solo profondo dolore lasciare te sola in questo marasma della guerra e del dopo guerra. Mio solo rimorso i dispiaceri e i dolori che ti ho dato, compreso quello della mia fine. Sappi solo che io sono morto cristianamente e che ti attendo nel Regno dei Cieli, ove Babbo ci aspetta. Ti abbraccio con infinita tenerezza e con tutta la passione della mia anima, con devozione filiale prego e pregherò per te”.

È un testamento spirituale, che ci consegna una doppia, importante eredità.

La prima è l’invito a vivere il proprio servizio come una missione da compiere senza paura e senza mezze misure. Come in questi tre anni e mezzo ho visto fare in tante occasioni da molti di voi.

La seconda è la testimonianza di come la fede abbia costituito per molti dell’intelligence una fonte viva, concreta, determinante nell’ispirare le scelte, da quelle quotidiane a quelle più radicali. Osservando la partecipazione a questa S. Messa, direi che lo è ancora oggi.

Auguro perciò una Santa Pasqua a tutti voi. La luce scaturita domenica dal Sepolcro vuoto ci dia il vigore necessario per servire la nostra amata Patria in un frangente storico così difficile.

https://www.governo.it/it/articolo/giornata-della-memoria-i-caduti-dellintelligence-e-celebrazione-pre-pasquale-lintervento