24.8.2026 11:04

Decimo anniversario del sisma del Centro Italia, dichiarazione del Presidente Meloni

Itálie Presidenza del Consiglio dei Ministri Autor neuveden
Buon cento giorno dall’inizio del sisma: in ricordo delle 299 vittime, il governo sottolinea che, nonostante le difficoltà e i ritardi, la ricostruzione sta avanzando grazie a un cambio di passo nelle risorse per la ricostruzione privata e per gli investimenti pubblici. Si evidenzia il ritorno di simboli identitari, come la Basilica di San Benedetto a Norcia, e un impegno costante per sostenere la ripresa economica e sociale dei borghi colpiti. L’obiettivo comune resta la rinascita dell’Appennino centrale, con una più ampia responsabilità di tutte le Istituzioni e del tessuto economico e sociale.
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Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale.

Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione.

In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata.

In questo cammino sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio. Come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016. Altrettanto incessante l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale, essenziale per garantire che i borghi e le città colpiti dal terremoto possano continuare ad essere vivi e vitali.

Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci. Dando ancor più forza e continuità a quel grande lavoro di squadra che, in questi anni, ha visto protagonisti tutti i livelli istituzionali nazionali e locali, insieme al tessuto economico, sociale e produttivo e ha permesso di raggiungere risultati inizialmente impensabili. L’obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale.


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