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    <titulek>Patrimonio archeologico: a Hierapolis si rafforza la cooperazione tra Italia e Turchia</titulek>
    <datum>19.10.2026</datum>
    <subjekt>Politecnico di Torino</subjekt>
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        <polozka>Kultúra</polozka>
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    <perex>A Hierapolis, quasi settant’anni di collaborazione archeologica tra Italia e Turchia raccontano una storia di ricerca che continua ancora oggi. È in questo contesto che si inserisce il XVII Convegno di Archeologia, dedicato al contributo delle missioni archeologiche italiane in Turchia, svoltosi il 13 e 14 ottobre 2026 nel sito archeologico di Hierapolis, presso Pamukkale, in Anatolia, alla presenza del ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli e del ministro della Cultura e del Turismo turco Mehmet Nuri Ersoy.</perex>
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L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia ad Ankara, ha valorizzato il lavoro delle quindici missioni italo-turche impegnate nella ricerca, nella conoscenza e nella tutela del patrimonio archeologico anatolico, offrendo l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e delineare nuove prospettive di collaborazione.

Un appuntamento dal particolare significato per il Politecnico, che proprio a Hierapolis, nel 1957, diede avvio alla missione archeologica italiana, guidandone per oltre quarant’anni le attività di studio, scavo e restauro, e contribuendo alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio archeologico del sito.



Nel corso del convegno, che si è tenuto tra l’antica città di Hierapolis e l’Università di Pamukkale, è stato ricordato anche il contributo storico dell’Ateneo. Fu il professor Paolo Verzone, docente di Storia dell’Architettura al Politecnico, a fondare la missione nel 1957, ottenendo dal Governo turco la concessione del sito per lo svolgimento di indagini storico-architettoniche.

Inizialmente concentrate sui resti paleobizantini, le attività si estesero progressivamente allo studio della città antica e dei suoi complessi monumentali. Sotto la direzione di Verzone, dal 1957 al 1981, e successivamente di Daria De Bernardi, dal 1982 al 1999, il Politecnico ha guidato la missione per oltre quarant’anni, coinvolgendo nelle attività di ricerca, scavo e documentazione numerosi docenti e studenti.

Dal 2000, la direzione è passata all’Università del Salento, dapprima con il professor Francesco D’Andria e successivamente con la professoressa Grazia Semeraro, nell’ambito di una collaborazione che coinvolge gruppi di ricerca di numerosi atenei italiani e istituzioni turche.

Il contributo del Politecnico alla missione prosegue ancora oggi attraverso il gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Nannina Spanò, impegnato nello sviluppo di metodi innovativi della geo-informazione e nella documentazione tridimensionale del sito e dei suoi complessi architettonici. Più recentemente, le ricerche si sono concentrate anche sull’impiego della fotogrammetria multispettrale, per individuare possibili strutture archeologiche non visibili in superficie.


https://www.polito.it/ateneo/comunicazione-e-ufficio-stampa/poliflash/patrimonio-archeologico-a-hierapolis-si-rafforza-la

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