Il Consiglio dei ministri si è riunito venerdì 2 ottobre 2026, alle ore 18.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP).
Il DPFP rivede al rialzo per il 2026 la crescita all'1% mentre il rapporto deficit/Pil si attesta al 2,9%.
Per quanto riguarda lo scenario programmatico si prevede:
Negli anni successivi il tasso di crescita programmatico del Pil si attesta allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028, allo 0,8% nel 2029.
Debito pubblico programmatico previsto: 138,1% a fine 2026; 138,5% nel 2027, scende al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.
Nel corso del Consiglio dei ministri, il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha illustrato anche la Relazione al Parlamento 2026 ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012. Infatti, in attuazione di quanto previsto dagli atti di indirizzo approvati lo scorso 5 agosto dal Parlamento, il Governo ha presentato alla Commissione europea, il 10 settembre 2026, la richiesta di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia in relazione alle maggiori spese per l'energia e la sicurezza. Le risorse, per un valore complessivo fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-28, sono pari, per ciascuna delle clausole, a circa lo 0,3% annuo del Pil.
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione di problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche.
Il provvedimento rafforza l’impegno dello Stato per il risanamento e la bonifica dell’area denominata “Terra dei Fuochi”, a tutela del territorio e della salute della popolazione che vi risiede. Per la realizzazione urgente degli interventi da parte del Commissario unico lo stanziamento è innalzato a 200 milioni di euro. Le risorse confluiscono nella contabilità speciale intestata al Commissario e sono sottoposte a un apposito meccanismo di monitoraggio, a garanzia della loro effettiva destinazione alle finalità previste.
In materia di bonifica dei siti contaminati, il decreto fissa in centocinquanta giorni il termine entro il quale la provincia adotta l’ordinanza nei confronti del responsabile della potenziale contaminazione e prevede, in caso di inerzia, l’intervento sostitutivo della regione. Sono inoltre previsti criteri per la caratterizzazione ambientale delle aree marine nei siti di interesse nazionale e sono estese agli interventi di bonifica finanziati con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione le semplificazioni già previste per la riqualificazione dei siti orfani.
Per rafforzare le istruttorie ambientali, le verifiche di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima sono attribuite alla Commissione tecnica PNRR-PNIEC e, nell’ambito del provvedimento unico in materia ambientale, l’autorizzazione paesaggistica è ricompresa nel procedimento di valutazione di impatto ambientale, senza un’istruttoria separata. Sono inoltre stanziati 500.000 euro per il 2027 per il potenziamento delle attività istruttorie del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica relative al rinnovo e al riesame delle autorizzazioni integrate ambientali, con particolare riferimento ai profili sanitari.
È istituito presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica il Fondo investimenti per la gestione di eventi imprevedibili correlati all’ambiente e al clima, con una dotazione di 11 milioni di euro annui a decorrere dal 2027, destinato a finanziare investimenti dei comuni connessi a eventi imprevedibili, come le crisi del ciclo dei rifiuti o i fenomeni di deterioramento ecologico, che non configurano emergenze ai sensi del Codice della protezione civile. Il contributo non può superare 1 milione di euro per singolo evento. I comuni beneficiari possono avvalersi del supporto tecnico-operativo di società in house delle pubbliche amministrazioni.
Per la mitigazione del rischio idrogeologico, gli oneri per l’assistenza tecnico-specialistica a supporto dei Commissari straordinari sono posti a carico dei quadri economici degli interventi, nel limite del 3 per cento del finanziamento assegnato.
In materia di economia circolare, il decreto, infine:
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Il Consiglio dei ministri ha avviato l’esame di un disegno di legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e ne ha rinviato l’approvazione a una successiva seduta.
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della giustizia Carlo Nordio, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che riforma in modo organico l’ordinamento della professione forense e sostituisce la disciplina della legge 31 dicembre 2012, n. 247.
Il testo afferma la libertà e l’indipendenza dell’avvocato come principio fondante dell’ordinamento forense e ne riconosce il ruolo nel garantire il rispetto dei principi dello Stato di diritto e la corretta amministrazione della giustizia. Il segreto professionale è qualificato come diritto inviolabile e indisponibile dell’assistito e dell’avvocato, con tutela estesa a qualsiasi supporto, materiale o immateriale, e deroghe limitate a casi tassativi. È reintrodotto il giuramento dell’avvocato.
Sono riservate agli avvocati, oltre alla difesa davanti agli organi giurisdizionali, la consulenza e l’assistenza legale stragiudiziale connesse all’attività giurisdizionale, quando svolte in modo continuativo, sistematico e organizzato, fatte salve le competenze di altre professioni regolamentate. Sono nulli i patti che prevedono corrispettivi in favore di non iscritti per tali attività. Il compenso è pattuito per iscritto al conferimento dell’incarico e deve essere adeguato alla quantità e alla qualità della prestazione; i parametri sono aggiornati ogni due anni con decreto del Ministro della giustizia, su proposta del Consiglio nazionale forense, e sono introdotti strumenti per agevolare il recupero dei crediti professionali.
La professione può essere esercitata in forma individuale o attraverso associazioni, reti, anche multidisciplinari, e società tra avvocati, con salvaguardia dell’autonomia e dell’indipendenza del professionista, a pena di nullità dei patti contrari. Nelle società tra avvocati almeno due terzi del capitale e dei diritti di voto devono essere detenuti da avvocati. Per favorire l’accesso al lavoro del singolo professionista sono disciplinate:
Il decreto rende inoltre annuale l’obbligo di formazione e aggiornamento professionale e istituisce:
I consigli degli ordini circondariali e il Consiglio nazionale forense durano in carica tre anni, con un limite di tre mandati consecutivi. Quanto all’accesso alla professione, il tirocinio può essere svolto per l’intera durata presso l’Avvocatura dello Stato o l’ufficio legale di un ente pubblico, il corso di formazione dei praticanti ha durata di dodici mesi e le prove scritte dell’esame di Stato si svolgono con strumenti informatici.
È riformato, infine, il procedimento dinanzi ai consigli distrettuali di disciplina, con:
Il termine per il ricorso al Consiglio nazionale forense è portato a sessanta giorni dalla notifica, con effetto sospensivo. Per la prima volta nel sistema forense è introdotta la riabilitazione, che estingue gli effetti delle sanzioni disciplinari diverse dalla radiazione.
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che adegua la normativa nazionale al regolamento europeo sulla ciberresilienza, che fissa requisiti di cibersicurezza per i prodotti hardware e software immessi sul mercato dell’Unione. Il regolamento prevede che i prodotti siano sicuri fin dalla progettazione e per l’intero ciclo di vita, con obblighi a carico di fabbricanti, importatori e distributori, tra cui la gestione delle vulnerabilità, gli aggiornamenti di sicurezza e la segnalazione degli incidenti gravi.
Il decreto individua nell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) l’autorità di notifica degli organismi di valutazione della conformità, la cui valutazione e il cui controllo sono affidati all’organismo nazionale di accreditamento. L’ACN è anche l’autorità di vigilanza del mercato e può avvalersi della Guardia di finanza.
Altre autorità vigilano negli ambiti di propria competenza:
Le autorità operano in coordinamento, anche attraverso accordi per lo scambio di informazioni.
Il testo disciplina l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dal regolamento da parte di ciascuna autorità secondo le proprie procedure, e la gestione dei reclami dei consumatori, che possono segnalare direttamente al gruppo nazionale di intervento per la sicurezza informatica (CSIRT Italia) vulnerabilità, incidenti e minacce informatiche. Le violazioni del regolamento sono inoltre incluse tra le materie per le quali è possibile promuovere azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori.
A sostegno delle microimprese e delle piccole e medie imprese, comprese le start-up, è previsto un canale dedicato di consulenza, definito dall’ACN e dal Ministero delle imprese e del Made in Italy, e sono stabilite tariffe proporzionate per la valutazione della conformità. È istituito, sotto la supervisione dell’Agenzia, uno spazio di sperimentazione normativa (Sandbox-CRA). Lo spazio offre ambienti di prova controllati per lo sviluppo e la verifica di prodotti innovativi prima dell’immissione sul mercato, con accesso prioritario per le microimprese e le piccole imprese, ed è coordinato con gli spazi di sperimentazione per i servizi finanziari e per l’intelligenza artificiale.
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti e del Ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1735, il cosiddetto Net-Zero Industry Act, volto a rafforzare la capacità produttiva dell’Unione nel settore delle tecnologie a zero emissioni nette, accrescendo la competitività e la resilienza del relativo sistema industriale.
Il decreto predispone gli strumenti organizzativi, amministrativi e procedurali necessari all’applicazione del regolamento, secondo criteri di semplificazione, coordinamento tra le amministrazioni e accelerazione delle procedure. In particolare, individua nello Sportello unico per le attività produttive (SUAP) territorialmente competente il punto di contatto unico per i progetti di produzione di tecnologie a zero emissioni nette, con il supporto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e la collaborazione dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) per i profili di rispettiva competenza.
Per i progetti strategici, l’Unità di missione attrazione e sblocco degli investimenti (UMASI) del Ministero delle imprese e del Made in Italy opera quale punto di contatto unico e cura l’istruttoria amministrativa e il coordinamento della valutazione. Il riconoscimento dello status prioritario di progetto strategico compete al Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE). Tali progetti sono qualificati di pubblico interesse nazionale e le opere e gli interventi necessari alla loro realizzazione sono di pubblica utilità, indifferibili e urgenti.
Il testo disciplina, inoltre, i distretti di accelerazione per le tecnologie a zero emissioni nette, volti a favorire lo sviluppo delle attività industriali, la creazione di raggruppamenti produttivi e la razionalizzazione delle procedure amministrative. Infine, a decorrere dal 2027, si autorizza il Ministero delle imprese e del Made in Italy a reclutare otto unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da assegnare all’UMASI, al fine di adeguarne la struttura organizzativa allo svolgimento delle attività previste dal regolamento.
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti e del Ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che adegua la normativa nazionale al regolamento europeo relativo alle macchine, che sostituisce la direttiva 2006/42/CE.
Il provvedimento ridefinisce il campo di applicazione, le definizioni, gli obblighi degli operatori economici, le attività di vigilanza del mercato, le procedure per l’autorizzazione degli organismi notificati e il sistema sanzionatorio.
In particolare, il testo disciplina le condizioni per l’immissione sul mercato e la messa in servizio delle macchine, dei prodotti correlati e delle quasi-macchine, richiamando i requisiti essenziali di sicurezza e tutela della salute previsti dal regolamento europeo. Sono, inoltre, specificati gli obblighi degli operatori economici lungo la catena di fornitura e l’obbligo di rendere disponibili in lingua italiana le istruzioni, nonché la documentazione tecnica su richiesta delle autorità di vigilanza.
Sono individuati quali autorità nazionali di vigilanza competenti il Ministero delle imprese e del Made in Italy e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Le autorità di vigilanza si coordinano in un gruppo di lavoro tecnico per l’esame delle segnalazioni e dei casi di particolare complessità e possono avvalersi dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL), dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e di enti dotati di specifiche competenze, anche per le macchine che presentano requisiti di intelligenza artificiale e cybersicurezza.
Il decreto definisce la procedura nazionale applicabile in presenza di macchine, prodotti correlati o quasi-macchine che presentano rischi per la salute e la sicurezza, prevedendo l’adozione di misure correttive da parte degli operatori economici e, nei casi più gravi, il divieto di commercializzazione, il ritiro o il richiamo dei prodotti interessati.
Il Ministero delle imprese e del Made in Italy è individuato quale autorità nazionale di notifica degli organismi di valutazione della conformità, mentre all’Ente unico di accreditamento – ACCREDIA sono attribuite le attività di valutazione e controllo degli organismi notificati.
Infine, il provvedimento adegua il sistema sanzionatorio nazionale ai nuovi obblighi derivanti dal regolamento europeo, introducendo sanzioni amministrative graduate in funzione della gravità della violazione. Le Camere di commercio sono individuate quali autorità competenti all’irrogazione delle sanzioni e si prevede la riassegnazione dei relativi proventi alle autorità di vigilanza per il potenziamento dei controlli sulle macchine.
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Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, tre decreti legislativi:
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Il Vice Ministro del lavoro e delle politiche sociali Maria Teresa Bellucci, appositamente invitato, ha svolto due informative. La prima, sul Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana 2025-2027, adottato in attuazione dell’articolo 2, comma 3, della legge 23 marzo 2023, n. 33. Il Piano, approvato oggi dal Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA), mira a rafforzare l’assistenza domiciliare, a semplificare l’accesso ai servizi e a potenziare il personale sociosanitario, affidando un ruolo centrale ai Punti unici di accesso nelle Case di comunità, dove la persona anziana riceve una valutazione multidimensionale e, se necessario, un progetto assistenziale individualizzato. La seconda, sulle Linee guida "Senior Cohousing e Cohousing intergenerazionale". Le Linee guida, anch’esse approvate oggi dal CIPA, promuovono forme di abitare condiviso volte a contrastare la solitudine, l’isolamento e le fragilità degli anziani.
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, ha approvato le ipotesi di accordo sindacale per il triennio 2025-2027 relative, rispettivamente, al personale non dirigenziale delle Forze di polizia a ordinamento civile e a ordinamento militare e al personale non dirigente delle Forze armate, i cui contenuti saranno recepiti con decreti del Presidente della Repubblica.
Le ipotesi di accordo riguardano circa 430mila membri delle Forze di polizia e delle Forze armate e sono il risultato dei procedimenti negoziali previsti dal decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, svolti tra la delegazione di parte pubblica, presieduta dal Ministro per la pubblica amministrazione e composta dai Ministri interessati, con la partecipazione dei Comandanti generali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza per le Forze di polizia a ordinamento militare e del Capo di stato maggiore della difesa per le Forze armate, e le delegazioni delle organizzazioni sindacali e delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari riconosciute rappresentative. Le ipotesi sono state sottoscritte il 15 luglio 2026.
Gli Accordi approvati prevedono incrementi stipendiali con un beneficio medio mensile a regime di circa 189 euro, di cui 173,50 euro per stipendio e indennità fisse e continuative, l’incremento dell’indennità mensile pensionabile per le Forze di polizia e dell’importo aggiuntivo pensionabile per le Forze armate e la rideterminazione dei compensi per il lavoro straordinario. Sono inoltre rafforzate le misure a tutela della genitorialità, con tre ulteriori giorni di congedo o di licenza straordinaria in occasione della nascita di un figlio e l’estensione fino al quattordicesimo anno di età del figlio degli istituti di congedo parentale.
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Il Consiglio dei ministri ha deliberato di autorizzare il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo in relazione all’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del personale non dirigenziale del comparto Funzioni locali per il triennio 2025-2027, sottoscritta il 21 luglio 2026 dall’ARAN e dalle Confederazioni e organizzazioni sindacali di categoria, con la condizione di recepire, in sede di sottoscrizione definitiva, le indicazioni del Ministero dell’economia e delle finanze in materia di retribuzione di posizione e di risultato.
L’ipotesi riguarda oltre 400mila dipendenti, con una retribuzione media di 33.115,23 euro. Riconosce incrementi retributivi a regime pari al 5,36 per cento del monte salari 2023, di cui il 4,99 per cento destinato alla rivalutazione della retribuzione tabellare e lo 0,37 per cento principalmente alla rivalutazione del Fondo risorse decentrate. Gli aumenti medi sono di circa 152 euro mensili lordi per i dipendenti dei comuni e di circa 140 euro per quelli degli altri enti.
Sul piano normativo, il contratto:
dedica per la prima volta un titolo all’intelligenza artificiale, il cui utilizzo deve essere sicuro, affidabile e trasparente, rispettoso della dignità umana e della riservatezza dei dati personali, e non può dare luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro senza un adeguato intervento umano;
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha deliberato le seguenti nomine e il seguente movimento di prefetti:
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Il Consiglio dei ministri ha deliberato:
Inoltre, il Consiglio dei ministri è stato sentito:
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato quarantuno leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Valle d’Aosta n. 13 del 23/07/2026, recante "Disposizioni urgenti per assicurare la regolare erogazione e la qualità dei livelli essenziali di assistenza (LEA) nel sistema sanitario regionale e ulteriori interventi in materia di politiche sanitarie e sociali. Modificazioni di leggi regionali", in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale nelle materie dell’armonizzazione dei bilanci pubblici e del coordinamento della finanza pubblica, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma della Costituzione.
Il Consiglio dei ministri ha inoltre deliberato di non impugnare:
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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 18.57.
https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-191/32740