Un design rivoluzionario porterĂ le applicazioni native Arm sui sistemi mainframe e server di punta di IBM, ampliando le opzioni software per le aziende
ARMONK, N.Y., 24 agosto 2026 – In occasione della conferenza annuale Hot Chips, IBM (NYSE: IBM) annuncia il primo processore mainframe dual-architecture, progettato per consentire alle aziende di eseguire sistemi operativi e applicazioni sia sulle piattaforme di elaborazione IBM sia su quelle Arm nelle future generazioni di sistemi IBM Z e LinuxONE.
Questo traguardo rappresenta il primo risultato concreto della collaborazione tra IBM e Arm annunciata nell’aprile 2026 e segna un importante passo avanti nell’evoluzione dell’informatica aziendale. Il nuovo processore è stato sviluppato per permettere alle organizzazioni di eseguire ambienti Linux nativi Arm in parallelo a z/OS e Linux su IBM Z, beneficiando al contempo delle consolidate caratteristiche di sicurezza, affidabilità e scalabilità offerte dalla piattaforma IBM.
Con oltre 22 milioni di sviluppatori a livello globale, l’ecosistema software Arm supporta una gamma ampia e in continua crescita di applicazioni, dal cloud all’edge computing, comprese le soluzioni cloud-native e di intelligenza artificiale che stanno ridefinendo le infrastrutture moderne. Il nuovo processore porterà questo ecosistema sulle piattaforme IBM riconosciute in tutto il mondo per l’elaborazione transazionale e la gestione di carichi di lavoro ad alta intensità di dati.
I workload Arm potranno beneficiare delle funzionalità enterprise-grade di IBM, tra cui elevata affidabilità, rilevamento e ripristino degli errori a livello hardware, crittografia avanzata, gestione sicura delle chiavi e accelerazione delle applicazioni AI.
Realizzato con tecnologia a 2 nanometri, il processore integrerà 11 core ad alte prestazioni operanti a oltre 5,7 GHz, acceleratori per l’inferenza AI destinati al rilevamento delle frodi in tempo reale durante le transazioni, una Data Processing Unit dedicata all’accelerazione delle operazioni di I/O e un’architettura di cache di grandi dimensioni per supportare i carichi di lavoro enterprise più esigenti.
L’architettura del chip non prevede core separati Arm e IBM: ciascun core sarà in grado di eseguire nativamente e in parallelo istruzioni Arm e IBM Z, oppure Arm e LinuxONE, preservando al contempo le consolidate caratteristiche di performance, sicurezza, crittografia e disponibilità della piattaforma. I sistemi IBM Z e LinuxONE possono scalare fino a centinaia di core e decine di terabyte di memoria.
“Mentre le organizzazioni modernizzano i propri portafogli applicativi e integrano l’intelligenza artificiale nei processi aziendali core, hanno bisogno di infrastrutture che possano ampliare le loro possibilità di scelta”, ha dichiarato Christian Jacobi, Chief Technology Officer e IBM Fellow, IBM Systems Development. “Questo processore rappresenta un importante progresso architetturale per IBM Z e LinuxONE. Portando Arm in modo nativo sulla nostra piattaforma, combiniamo l’accesso a uno degli ecosistemi software in più rapida crescita del settore con le caratteristiche che hanno reso i sistemi IBM la base operativa di molte aziende nel mondo.”
“Con la diffusione dell’intelligenza artificiale, una quota sempre maggiore del panorama informatico converge sull’architettura Arm”, ha affermato Mohamed Awad, Executive Vice President, Cloud AI di Arm. “IBM Z e LinuxONE supportano alcuni dei carichi di lavoro più complessi al mondo in settori altamente regolamentati. L’introduzione della tecnologia Arm e del suo ecosistema software su queste piattaforme permetterà di estendere lo sviluppo anche alle infrastrutture enterprise mission-critical, offrendo alle organizzazioni una maggiore libertà di scelta nelle modalità di implementazione dell’AI.”
Questo traguardo rappresenta un passo significativo nella visione condivisa di IBM e Arm di ampliare le possibilità di scelta applicativa e l’accesso alle più recenti innovazioni software aziendali, senza compromettere le capacità avanzate richieste da questi ambienti.
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