| Datum | 13.10.2026 |
| Subjekt | Legambiente |
| Region | Italien |
| Kategorie | Internationale Organisationen, Ökologie, Umwelt |
Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, WWF Italia, MIRA Network, Fondazione Ecosistemi: "Ridurre gli investimenti ambientali significa rendere l'Europa più vulnerabile alle crisi climatiche, energetiche ed economiche. Servono almeno 1.000 miliardi di euro per clima e ambiente, di cui 200 miliardi per la biodiversità, e finanziamenti dedicati al programma LIFE"
La nuova proposta della Presidenza irlandese del Consiglio dell'UE per il prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 prevede una riduzione complessiva del bilancio europeo che si tradurrebbe in tagli significativi agli investimenti per il clima e l'ambiente. Una scelta che, secondo Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, WWF Italia, MIRA Network, Fondazione Ecosistemi rischia di indebolire la capacità dell'Europa di affrontare crisi climatiche, energetiche e ambientali sempre più gravi.
La proposta, contenuta nell'ultima Negobox, il documento che orienta i negoziati tra gli Stati membri, prevede un taglio al bilancio UE di 159 miliardi di euro (141 miliardi a prezzi del 2025). Considerando l'obiettivo di destinare il 35% delle risorse al clima e all'ambiente, la riduzione si tradurrebbe in 30 miliardi in meno per affrontare le sfide climatiche e ambientali dell'Europa.
Le associazioni chiedono invece un cambio di rotta: destinare almeno 1.000 miliardi di euro al clima e all'ambiente nel prossimo bilancio europeo, di cui 200 miliardi alla biodiversità.
L'Europa non può pensare di risparmiare tagliando gli investimenti proprio mentre le crisi climatica e ambientale si aggravano e hanno ricadute sempre più pesanti sulle nostre vite. Sarebbe come disdire l'assicurazione mentre si avvicina una tempesta. Investire oggi significa ridurre i costi di domani, diminuire la dipendenza dai combustibili fossili, proteggere e ripristinare gli ecosistemi e rendere l'Europa più resiliente agli shock futuri.
I costi dell'inazione sono già evidenti. Secondo un'analisi di Triodos Bank, gli eventi meteorologici estremi dell'estate potrebbero ridurre il PIL europeo di circa l'1% nel 2026, con perdite stimate intorno ai 180 miliardi di euro. Di fronte a questi numeri, ridurre gli investimenti per il clima e la natura rappresenta una scelta che rischia di aggravare ulteriormente i costi economici e ambientali che l'Europa dovrà sostenere.
Il settore agricolo è un esempio emblematico di questa contraddizione. Mentre gli agricoltori devono fare i conti con siccità, alluvioni e degrado dei suoli, secondo un recente rapporto del WWF fino al 60% dei fondi della Politica agricola comune (PAC), pari a circa 32,1 miliardi di euro l'anno, continua a sostenere attività che favoriscono modelli agricoli intensivi e insostenibili. Il risultato è che i cittadini europei rischiano di pagare due volte: prima per finanziare pratiche che esercitano pressione sulle risorse naturali e poi per affrontarne le conseguenze economiche e ambientali.
Il prossimo bilancio europeo dovrebbe invece premiare e sostenere le attività agricole che proteggono il suolo, l'acqua e la biodiversità, contribuendo a rafforzare la resilienza degli agricoltori di fronte agli impatti della crisi climatica.
Un'altra criticità riguarda il futuro del programma LIFE, l'unico strumento europeo interamente dedicato all'ambiente, alla natura e all'azione per il clima. Nonostante il sostegno espresso da autorità locali e regionali, imprese, ricercatori e organizzazioni della società civile, la proposta di compromesso continua a non prevedere finanziamenti specificamente vincolati a questo programma. L'assenza di risorse dedicate rischia di indebolire uno degli strumenti più efficaci dell'Unione europea per trasformare gli obiettivi ambientali in risultati concreti. Attraverso i progetti realizzati sul territorio, LIFE contribuisce infatti a ripristinare la natura, proteggere l'ambiente e contrastare il cambiamento climatico.
Le associazioni firmatarie chiedono quindi al Consiglio dell'UE di garantire un bilancio chiaramente dedicato e protetto per il programma LIFE e di mantenere obiettivi ambiziosi di spesa per il clima e la natura, a tutela dei cittadini.
Il prossimo bilancio europeo deve rappresentare un investimento nella sicurezza, che non è quella costruita sulle armi, ma quella che garantisce il futuro dell’Europa e dei suoi cittadini, riducendo le disuguaglianzee aumentando la resilienza e la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Ogni euro investito dovrebbe contribuire a ridurre i costi climatici, ambientali ed economici di domani, non ad alimentarli. Ridurre oggi le risorse per clima e natura significa esporre cittadini, agricoltori, imprese e territori a costi e rischi ancora maggiori in futuro.