“Crescono gli iscritti e anche la voglia di rimanere a studiare in Sicilia”

Datum12.10.2026
SubjektUniversità degli Studi di Catania
RegionItalien
KategorieBildung, Universitäten, Wissenschaft und Forschung

Un anno di Unict “entusiasmante” per numeri ed impegno: +25% degli immatricolati alle magistrali biennali. Presentato oggi in aula magna il primo bilancio del rettore Foti.

Si apre con i numeri il bilancio del primo anno di mandato del rettore Enrico Foti, presentato alla stampa a dodici mesi dal suo insediamento alla guida dell’Università di Catania. Un anno vissuto con entusiasmo, secondo il rettore, tra impegno quotidiano e le prime, attese gratificazioni.

Le cifre parlano anzitutto di immatricolazioni: tredicimila nuovi iscritti complessivi al primo anno e, tra gli studenti delle lauree magistrali biennali, una crescita superiore al 25 per cento. È su quest’ultimo dato che il rettore sceglie di soffermarsi: «E’ il più significativo: vuol dire che sta passando il nostro messaggio più forte. Che è conveniente, cioè, rimanere a studiare in Sicilia per poi riuscire a lavorare. Chi ci sceglie al primo anno poi decide di rimanere con noi anche per il secondo ciclo di formazione».

La conferenza stampa si è svolta questa mattina nell’aula magna del Palazzo centrale, una sala gremita di delegati, direttori di dipartimento, componenti degli organi di governo e rappresentanze studentesche. Accanto al rettore sedevano la prorettrice Lina Scalisi e il direttore generale Corrado Spinella, tra i primi a ricevere il suo ringraziamento per la collaborazione costante e feconda. Un grazie esteso a tutta la comunità universitaria: ai delegati, ai componenti degli organi di governo, ai direttori di dipartimento, a tutti i docenti, al personale tecnico-amministrativo e agli studenti e alle studentesse. «A un anno dall’inizio del mio mandato – ha premesso il prof. Foti -, ritengo doveroso rendere conto del lavoro svolto insieme alla governance e all’intera comunità dell’Università di Catania, del valore generato e dell’impatto delle scelte e delle azioni intraprese. È un esercizio di responsabilità e trasparenza che ci consente di misurare il percorso compiuto, valutare i risultati raggiunti e individuare con chiarezza quanto resta ancora da realizzare».

Il bilancio è contenuto nel report “Percorsi condivisi di Governance”. Sul fronte della governance partecipata sono stati approvati e aggiornati il Piano Integrato di Attività e Organizzazione, riviste le regole principali dell’Ateneo e consolidata l’assicurazione della qualità. Costituita la Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434”, istituite due nuove Aree dirigenziali: Qualità e Funzioni Strategiche, Salute, Sicurezza e Ambiente. Il capitale umano è stato rafforzato con nuove chiamate di ordinari e associati, la programmazione dei ricercatori in tenure track, progressioni di carriera e la proroga dei ricercatori finanziati dal PNRR. Per il personale tecnico-amministrativo assunzioni e progressioni verticali; per tutti welfare, counseling psicologico, agevolazioni alle famiglie, una nuova disciplina del lavoro agile e una contrattazione integrativa che ha sbloccato i compensi arretrati.

Nella ricerca, quattro Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowships, tra i più prestigiosi finanziamenti europei, certificano la capacità dell’Ateneo di attrarre talenti e competere nel mondo. Alle spalle ci sono il potenziamento degli incentivi alla ricerca, i programmi strategici del PNRR e nuovi partenariati nazionali e internazionali. L’offerta formativa si è rinnovata con nuovi corsi di studio e percorsi di alta formazione, con lo sguardo su innovazione, economia, servizi giuridici, sostenibilità e sanità. E’ stato avviato il Foundation Year, che apre ai cittadini stranieri le porte dei corsi universitari italiani. Per gli studenti più sostegno economico, diritto allo studio rafforzato, tutorato e orientamento, accompagnamento degli internazionali, attenzione al benessere psicologico, all’inclusione e al merito.

«In questo primo anno – ha aggiunto il rettore, ricordando con molta emozione anche le iniziative per il reinserimento degli studenti detenuti e l’accoglienza a giovani palestinesi nell’ambito del programma IUPALS - abbiamo posto le basi di un processo di cambiamento che intendiamo consolidare, con l’obiettivo di rendere l’Università di Catania sempre più attrattiva, aperta al territorio e capace di generare opportunità concrete. La direzione resta quella tracciata dal nostro programma rettorale: creare le condizioni affinché i giovani possano scegliere di studiare, crescere e costruire il proprio futuro professionale in Sicilia».

«Governare un sistema complesso come l’ateneo, tra amministrazione ordinaria e straordinaria, non è mai un’impresa semplice – ha aggiunto la prorettrice Lina Scalisi –. Il report che rendiamo oggi disponibile racconta tutti gli obiettivi raggiunti, ma nasce da un gesto fondativo: aver fatto del progetto elettorale il documento programmatico dell’amministrazione, adottato fin dalla prima seduta degli organi di governo. I numeri delle iscrizioni ci dicono che il traguardo di fermare la fuga dei talenti è alla nostra portata, così come quello di garantire un livello di servizi omogeneo alle studentesse e agli studenti delle sedi diffuse di Ragusa, Siracusa e Troina».

Sul territorio, protocolli d’intesa e accordi quadro legano l’Ateneo a pubbliche amministrazioni, imprese, enti di ricerca e Terzo Settore. La Fondazione è il ponte permanente con il mondo produttivo e le istituzioni. Tra i nuovi partner figurano Tribunale di Catania, Conservatorio “Bellini”, INDA, Comitato Italiano Paralimpico, Fondazione Giornalismo Mediterraneo e l’accordo tra ISMETT e Policlinico “Rodolico - San Marco” per la chirurgia epato-biliare. Lo sguardo è anche al futuro: manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio edilizio, mobilità sostenibile, trasformazione digitale, un quadro per l’uso etico dell’Intelligenza Artificiale e la valorizzazione del patrimonio storico, scientifico, museale e naturalistico.

Tra le azioni più efficaci la prorettrice ha voluto citare la semplificazione di procedure e regolamenti e la trasformazione progressiva delle biblioteche in luoghi di incontro e di co-working: «Abbiamo inoltre dato vita all’Hub della formazione, dell’orientamento e del placement, per accompagnare le nostre iscritte e i nostri iscritti dal primo ingresso in aula fino alla soglia del mondo del lavoro, restando poi legati all’Ateneo grazie all’associazione Alumni – ha concluso la prof.ssa Scalisi -. Alla radice di tutto c’è una convinzione: solo l’intreccio tra saperi scientifici e umanistici, nella formazione come nella ricerca, può darci gli strumenti per affrontare le sfide di un tempo così complesso». Il direttore Spinella ha infine posto l’accento sull’intesa armoniosa tra apparato gestionale e amministrativo e governance, che ha incentivato il raggiungimento di molti degli obiettivi elencati dal rettore.



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