| Datum | 8.10.2026 |
| Subjekt | Università degli Studi di Udine |
| Region | Italien |
| Kategorie | Technologie, Universitäten, Wissenschaft und Forschung |
Le idee vincenti: generatore di piani di sicurezza per le piazze, ruota motorizzata elettricamente per trasformare una bici in e-bike, spugne ricavate da scarti di frutta per estrarre acqua dall’aria, sistema di monitoraggio delle cannule tracheostomiche, piattaforma per applicazioni topiche da vescicole extracelluari
Igudar: un sistema che genera piani di sicurezza per le piazze simulando flussi di folla, evacuazioni e attacchi con veicoli; per la categoria Ict. Motus Powertrain: una ruota posteriore di bicicletta in carbonio che integra motore elettrico e batteria trasformando la bici da città in una e-bike; per la categoria Industrial. Skydrop: un sistema di estrazione dell’acqua dall’aria tramite spugne ricavate da scarti di frutta, che durano sei mesi e “rinascono” come fertilizzante; per la categoria Cleantech & Energy. VigilAir: sistema di monitoraggio continuo delle cannule tracheostomiche degli ospedali per rilevare ostruzioni, spostamenti e sanguinamenti, ed Exolve: una piattaforma di rilascio biologico basata su vescicole extracellulari, da siero di latte bovino, per veicolare composti bioattivi naturali per applicazioni topiche innovative, entrambi per la categoria Life science – Medtech.
Sono i cinque progetti vincitori del premio di categoria, del valore di 3000 euro ciascuno, di Start Cup Udine, la sfida tra idee imprenditoriali e start up innovative organizzata dall’Università di Udine. La premiazione si è svolta oggi nell’auditorium della Biblioteca scientifica dell’Ateneo friulano.
I gruppi finalisti sono stati 13, sui 17 iniziali, con 18mila euro di montepremi e 37 partecipanti tra studenti, ricercatori e docenti. La competizione è sostenuta dalla Fondazione Friuli, in sinergia con il progetto europeo Across e rientra nel Premio nazionale dell’innovazione (Pni). A Start Cup collaborano anche l’hub dell’innovazione Tec4i Fvg di Udine e il Polo tecnologico Alto Adriatico “Andrea Galvani” di Pordenone.
Tre menzioni speciali
Start Cup prevedeva anche tre menzioni speciali, con un riconoscimento di 1000 euro ciascuna. Per la sezione “Imprenditoria femminile”, destinata a un gruppo composto da una maggioranza di donne, la menzione è andata al progetto Med3G. Si tratta di una piattaforma che trasforma l'educazione sanitaria e il primo soccorso in un'abitudine quotidiana interattiva. La menzione “Climate change”, destinata a un progetto che impatti sul cambiamento climatico, è stata assegnata a Heimdall Waste. È una piattaforma grazie alla quale le segnalazioni dei cittadini diventano una mappa che prevede dove potrebbe avvenire il prossimo abbandono illegale di rifiuti. La menzione “Innovazione sociale” è andata al progetto Skydrop, vincitore anche del premio per la categoria Cleantech & Energy.
Across, due premi europei
Sono stati attribuiti anche due riconoscimenti nell’ambito del progetto europeo Across che consentono delle visite studio a due atenei partner. Il progetto Igudar all’università spagnola di Girona e il progetto Skydrop all’ateneo francese “Via Domitia” di Perpignan.
Quattro progetti al Premio nazionale dell’innovazione
Al Premio nazionale dell’innovazione (Pni), il 3 e 4 dicembre a Bari, i progetti selezionati che rappresenteranno l’Università di Udine sono: VigilAir, Motus Powertrain, Igudar, Exolve.
I partecipanti
Alla finale hanno partecipato: per l’ateneo, il rettore, Angelo Montanari, e il coordinatore di Start Cup, Giovanni Cortella, delegato al Trasferimento tecnologico; per la Fondazione Friuli, Andrea Martini.
Sono intervenuti anche Sara Gregori e Luìs Miguel Marroyo Molina, rispettivamente delle università di Perpignan (Francia) e di Girona (Spagna), atenei partner del progetto Across. Inoltre, la business analyst dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo (Invitalia), Francesca Caterini.
Il rettore e il coordinatore di Start Cup
«Il modello Start Cup ha fatto scuola in Friuli – ha detto Montanari –, un territorio che conta numerosi imprenditori geniali e innovatori il cui valore si è manifestato in tutto il mondo. Fin dagli esordi, infatti, l’Università di Udine è stata ai vertici in Italia vincendo per ben due volte il Premio nazionale dell’innovazione. L’auspicio è che anche i progetti di questa edizione possano far nascere e crescere nel nostro territorio aziende all’avanguardia, che contribuiscano al benessere e allo sviluppo della nostra società» ha concluso il rettore.
«Start Cup – ha detto Cortella – si colloca all'interno di un percorso di accrescimento della cultura imprenditoriale rivolto a studenti e docenti, che nel corso delle edizioni ha costruito uno sbocco lavorativo per diversi laureati e ha contribuito alla nascita di startup dell'ateneo, dimostrando la duplice valenza di strumento di placement e di trasferimento tecnologico».
I progettisti
Il progetto Igudar è stato ideato da Mehdi Zahid e Oussama Zahid. Il gruppo di Motus Powertrain è costituito da Giovanni Granza, Enrico Ursella, Matteo Camerin e Matteo Sbrugnera. Il team che ha progettato Skydrop è formato da Alice Pavan, Alice Bellenzier, Luca Busuioc, Xing Sheng Hu. VigilAir è stato realizzato Massimo Robiony, Alessandro Tel, Federico Bolognesi. Exolve è opera di Giulia Polacchini, Monica Colitti e Bruno Stefanon. Gli autori di Med3G sono Giulia Anedda, Giorgia Tirelli, Giulia Fabro. Heimdall Waste è stato inventato da Leonardo Ruoso, Maria Elena Vacalebre, Thomas Tadiotto.
Le categorie
Quest’anno le categorie d’impresa erano cinque. La novità, Culture, creative and inclusive society, cioè idee d’impresa di area umanistica e creativa, e le quattro “classiche”. Ict, ovvero tecnologie dell’informazione e dei nuovi media; Industrial, ossia produzione industriale dal punto di vista della tecnologia e del mercato; Cleantech & Energy, cioè sostenibilità ambientale, produzione agricola e gestione dell’energia; Life science – Medtech, ovvero scienze della vita e tecnologie mediche.
Il progetto Start Cup
Obiettivo di Start Cup è creare imprese all’avanguardia partendo da progetti innovativi presentati da gruppi di studenti universitari, e delle superiori, e team misti studenti-docenti. Un percorso che mira e favorire la nascita di vere e proprie aziende da progetti e ricerche svolte all’università, sollecitando anche l’interesse degli investitori.
La valutazione, il comitato, i criteri
I 13 progetti sono stati giudicati da un Comitato di valutazione in base a sette criteri: valore del contenuto tecnologico o di conoscenza, realizzabilità tecnica, potenzialità di sviluppo e ambizione del progetto, adeguatezza delle competenze del team imprenditoriale, attrattività del mercato di riferimento, qualità e completezza della documentazione e impatto ambientale e sociale.
Tre fasi
Start Cup si è svolta in tre fasi. La prima, aperta a tutti, prevedeva incontri formativi e training imprenditoriale per sviluppare e definire le idee innovative. È seguito il “team program” dove i gruppi iscritti, di almeno due persone, hanno partecipato a momenti di approfondimento in vista della presentazione del progetto imprenditoriale. La terza, e ultima, fase è stata quella del mentoring, riservata ai gruppi selezionati dal Comitato di valutazione. In questo periodo i team, affiancati da un mentore, hanno usufruito di servizi personalizzati finalizzati alla realizzazione del business plan.
I 13 PROGETTI FINALISTI
DressMe
Il progetto DressMe è una piattaforma fashion digitale che utilizza l’intelligenza artificiale per rendere la ricerca e la scelta dell’abbigliamento più semplice, personalizzata e interattiva. Attraverso un assistente virtuale, l’utente può descrivere ciò che sta cercando in linguaggio naturale. Basta indicare stile, colore, occasione, taglia, prezzo e preferenze personali per ricevere prodotti e outfit selezionati in base al proprio profilo. DressMe integra l’offerta di diversi brand e marketplace in un’unica esperienza, permettendo di confrontare e scoprire capi senza dover visitare numerosi siti. L’intelligenza artificiale impara progressivamente gusti e preferenze dell’utente, migliorando i suggerimenti nel tempo e consentendo di interagire con l’assistente per modificare e affinare le proposte. Tra le funzionalità distintive rientra, inoltre, il virtual try-on, pensato per aiutare l’utente a visualizzare come determinati capi potrebbero valorizzare il proprio look. DressMe vuole trasformare lo shopping online in un’esperienza efficace e priva di ogni rischio legato all’acquisto minimizzando il tasso di resi.
Il gruppo che ha ideato DressMe è composto da Francesco Morassutto, Giorgia Trevisan, Arianna Gava, Filippo Dal Molin.
Exolve
Il progetto Exolve sviluppa una piattaforma biologica proprietaria basata su vescicole extracellulari (EV) derivate da siero di latte bovino. È stata ideata per migliorare il trasporto di composti bioattivi nelle applicazioni topiche. Le Ev sono utilizzate come nanotrasportatori naturali con l’obiettivo di proteggere i bioattivi, migliorarne la stabilità e la biodisponibilità e favorirne il trasporto verso i tessuti bersaglio. La prima applicazione del test preliminare è dedicata alla cellulite e consentirà di validare caricamento, biocompatibilità, attività biologica e penetrazione cutanea. La piattaforma è concepita come modulare e potenzialmente adattabile a differenti bioattivi e applicazioni, tra cui anti-aging, rigenerazione cutanea e condizioni infiammatorie della pelle. Exolve opera con un modello “business to business” (B2B) rivolto a produttori di principi attivi, aziende specializzate in tecnologie di delivery e partner cosmetici e dermocosmetici, attraverso co-sviluppo, licensing e futura fornitura di Ev caricate su scala industriale in ambito B2B.
Il progetto è di Giulia Polacchini, Monica Colitti e Bruno Stefanon.
Garanto
In Italia 5,1 milioni di famiglie vivono in affitto e 9,5 milioni di case restano vuote. Il 31% dei proprietari non affitta per timore della morosità e ogni anno vengono emessi 40.158 sfratti, il 75% per morosità. La selezione dell’inquilino si regge ancora sul garante fisico: chi non ha un parente disposto a firmare viene escluso a prescindere dal reddito. La piattaforma Garanto (https://garanto.it/) emette un certificato di garanzia digitale che sostituisce il garante. L’inquilino lo attiva online in quindici minuti. Uno scoring proprietario zero-trust, costruito solo su dati verificati — busta paga, Open Banking, antifrode documentale — restituisce l’esito in ventiquattro ore. Il proprietario è coperto fino a sei mensilità di morosità con tutela legale inclusa, senza pagare nulla. Il rischio tecnico resta alla compagnia assicurativa: Garanto distribuirà con mandato diretto, in corso di ottenimento, e non avrà esposizione di bilancio.
La piattaforma è stata progettata da Ayoub Oubad e Jennifer Fracastoro.
Heimdall Waste
La piattaforma Heimdall Waste è un software per i gestori dei rifiuti urbani e i Comuni. Il cittadino segnala un abbandono in dieci secondi, con foto e posizione automatica, e riceve una risposta con tempi misurati, come l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente impone. Ogni segnalazione alimenta un modello che impara dallo storico del territorio e prevede, su celle di 200 metri e con anticipo, dove nascerà il prossimo focolaio: il gestore sa dove mandare la squadra domattina o dove piazzare una fototrappola preventiva e perché, prima che il mucchio ci sia. Il sensore è il telefono del cittadino, non hardware dedicato. Il Comune misura finalmente il costo degli abbandoni, voce in tariffa dal 2028. Prototipo misurato sullo storico reale di Gestioni ecologiche ambientali (Gea) (Pordenone, convenzione di ricerca firmata): controllando 20 celle su circa 300 (il 6,5%) intercetta il 38% delle segnalazioni del giorno dopo (Trl 4). Canone 0,07-0,30 €/abitante, circa 0,1% del costo del servizio. Mercato: 5-7 M€/anno nel Nord Italia, oltre 100 M€ in Europa.
Il gruppo che ha inventato Heimdall Waste è composto da Leonardo Ruoso, Maria Elena Vacalebre, Thomas Tadiotto.
Igudar
Inserisci un indirizzo e visualizza la piazza in 3D. Il progetto Igudar simula folle, evacuazioni e attacchi con veicoli, generando il piano di sicurezza da firmare. In Italia si autorizzano circa 80.000 eventi pubblici l’anno e quasi nessuno viene mai simulato. Igudar fa il lavoro pesante, i calcoli, le simulazioni e le verifiche. Decidere e firmare restano al professionista. È un abbonamento per gli studi tecnici che redigono quei piani ogni giorno, sviluppato insieme a loro su eventi reali. Le regole cambiano da un paese all’altro, la fisica di una folla e di un camion no.
Igudar è stato ideato da Mehdi Zahid e Oussama Zahid.
Kinetix Instep
Il progetto Kinetix InStep è un ecosistema integrato hardware e software per democratizzare il monitoraggio atletico e l’analisi avanzata delle prestazioni nello sport giovanile e amatoriale, focalizzato su calcio e pallavolo. La soluzione combina sensori indossabili ad alta precisione, posizionati direttamente sugli arti, con app mobile e piattaforma cloud. Kinetix InStep cattura i movimenti effettivi di braccia e gambe, fornendo metriche biometriche dettagliate ad un costo accessibile. L’esperienza d’uso è arricchita da dinamiche di gamification che trasformano l’allenamento in sfide interattive, aumentando l’engagement e la motivazione nei giovani atleti. L’ecosistema fornisce ad atleti, allenatori e club dati oggettivi e report immediati per stimolare la crescita, prevenire infortuni e promuovere uno scouting meritocratico basato su dati reali.
A progettare Kinetix InStep sono stati Matteo Cancian e Samuel Da Ros
Med3G
La piattaforma di gamification per l’educazione sanitaria Med3G mira a superare la paura e la disinformazione medica attraverso mini-giochi interattivi di pochi minuti. Insegna manovre salvavita di primo soccorso, fondamenti di sicurezza domestica e il corretto utilizzo dei farmaci, con contenuti rigorosamente validati da professionisti sanitari. Operando con un modello ibrido Med3G si rivolge a cittadini, famiglie, studenti di medicina e aziende.
La piattaforma è opera di Giulia Anedda, Giorgia Tirelli, Giulia Fabro.
Motus Powertrain
Il paradigma del progetto è convertire le biciclette, non sostituirle. Anche perché comprare una e-bike significa spendere migliaia di euro e rischiare di lasciare in cantina un mezzo funzionante. Invece, il sistema di propulsione MPX Smart Wheel è completo, con frenata rigenerativa, racchiuso in una ruota posteriore in carbonio: motore, riduttore, batteria, elettronica di controllo. Si installa sostituendo un solo componente, in pochi minuti, senza cavi né batterie esterne. Ne risulta una bici a pedalata assistita conforme Epac (250 W, 25 km/h, EN 15194): 40-60 km di autonomia e 3-4 kg di peso. Il mercato d’ingresso è la community mondiale di utenti competenti, abituati a investire in componenti premium. Il mercato totale appartiene alle e-bike da città. A 2.200 € MPX costa quanto una ruota da competizione di alta gamma, con dentro un intero sistema di propulsione.
Il gruppo progettuale è costituito da Giovanni Granza, Enrico Ursella, Matteo Camerin e Matteo Sbrugnera.
Openfield
Nel vivaismo non manca la qualità: manca uno strumento nuovo per renderla visibile. Il materiale vegetale ha già un passaporto, OpenField vuole dargli anche una carta d’identità. Attraverso rilievi da drone, sensoristica avanzata e analisi dei dati, OpenField raccoglie informazioni durante la produzione e le trasforma in report per rendere visibile e comunicabile la qualità del materiale vivaistico. Nasce così una carta d’identità digitale attraverso cui il cliente può virtualmente entrare nel campo in cui sono state allevate le proprie piante e conoscerne le caratteristiche osservate durante la produzione. OpenField offre al vivaista un nuovo strumento per comunicare, differenziare e valorizzare il proprio prodotto, rafforzando la fiducia e supportando la scelta d’acquisto. L’informazione crea valore per entrambi: il vivaista dimostra meglio il valore del proprio prodotto, l’agricoltore conosce meglio ciò che acquista.
Openfield è stato ideato da Luca, Governo e Mattia, Visintin.
Powerdoctor
Il progetto PowerDoctor è un innovativo software di gestione clinica basato sull’intelligenza artificiale progettato per risolvere il sovraccarico burocratico che affligge il personale medico. Attualmente, i medici impiegano fino al 25% del loro tempo lavorativo per l’analisi manuale della documentazione. PowerDoctor automatizza l’ingestione, la traduzione e la sintesi dei referti attraverso l’uso di computer vision, Ocr avanzato e modelli linguistici specializzati in ambito sanitario. La piattaforma si distingue per un’architettura “Zero Cloud” e “Privacy by Design”: opera su server locali proprietari (AI appliance) installati direttamente nella rete blindata della clinica, eliminando alla radice i rischi legati al transito esterno di dati sanitari e alle sanzioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr). Il sistema si integra come add-on nelle cartelle cliniche elettroniche esistenti tramite standard Fhir, riducendo lo stress e il burnout del personale sanitario e promuovendo un approccio terapeutico più umano, efficiente ed empatico.
Il progetto è opera di Erik De Luca e Valentina Salcedo.
Skydrop
Il progetto Skydrop intende innovare la raccolta idrica atmosferica attraverso due dispositivi basati su una tecnologia circolare unica: speciali spugne bio-based ricavate da scarti ortofrutticoli che catturano spontaneamente l’umidità dall’aria. La gamma progettuale comprende due soluzioni complementari. Un Box solare termico che sfrutta l’energia naturale del sole per rilasciare l’acqua estratta, azzerando i consumi energetici, ideale per contesti off–grid e aiuti umanitari. E un Box a microonde che utilizza un riscaldamento dielettrico a microonde di precisione per accelerare il rilascio dell’acqua, pensato per applicazioni professionali come serre AgTech, camper e nautica. Per garantire la massima efficienza e igiene, le spugne vengono sostituite ogni sei mesi con un modello di ricambio periodico. Il vero punto di forza ecologico è il fine vita: le spugne esauste non si buttano, ma si trasformano in un fertilizzante naturale per il suolo, chiudendo un ciclo sostenibile che unisce la crisi idrica, l’economia circolare e l’agricoltura rigenerativa.
Skydrop è stato realizzato da Alice Pavan, Alice Bellenzier, Luca Busuioc, Xing Sheng Hu.
The RoomVista
The RoomVista è una piattaforma digitale che gestisce l’affitto condiviso dall’inizio alla fine. In Italia circa 700.000 studenti sono fuori sede, ma i posti letto in strutture dedicate sono solo 83.000. Oltre 600.000 giovani cercano una stanza sul mercato privato, dove il 60% fatica a trovare casa e, dopo la firma, proprietari e inquilini restano soli. The RoomVista automatizza l’intero ciclo della locazione. Matching intelligente tra inquilini e stanze in base a esigenze e budget, contratti e documenti digitali, pagamenti di canoni e spese tracciati in piattaforma, subentri gestiti per stanze sempre occupate. A differenza dei portali di annunci e dei competitor, che guadagnano una sola volta alla firma, The RoomVista accompagna proprietari e inquilini per tutta la durata dell’affitto. Il lancio è previsto a gennaio 2027 in Friuli-Venezia Giulia e Veneto, con l’obiettivo di diventare lo standard nazionale per un co-living accessibile, trasparente e sostenibile.
La piattaforma è stata ideata da Enrico Tiziani, Alessandro Piccin, Giulio Borzetta.
Vigilair
Ogni anno in Europa e Nord America si eseguono circa 250.000 tracheostomie. Ogni 100 pazienti tracheostomizzati si registrano, durante il ricovero, 19 episodi di ostruzione della cannula e 13 di decannulazione accidentale. Complicanze con una finestra utile di intervento di pochi minuti che fuori dalla terapia intensiva nessuno sorveglia in continuo. VigilAir è composto da una clip sensorizzata monouso che si inserisce sul connettore standard da 15 millimetri delle tracheocannule già in uso, e da un hub elettronico riutilizzabile. Analisi acustica, capnografia, pressione differenziale e fotometria a Led sono progettate per distinguere in pochi secondi il tappo di muco dalla dislocazione e dall’appoggio parietale, e la secrezione mucosa da quella ematica. Il sistema monitora la pressione della cuffia e invia gli alert al reparto o al caregiver. Nessun componente entra nel lume respiratorio. È il primo dispositivo di una piattaforma di presidi invasivi connessi.
Il gruppo progettuale è composto da Massimo Robiony, Alessandro Tel, Federico Bolognesi. (sg)