Claudio Bottan, primo ex detenuto a diventare giornalista

Datum17.10.2026
SubjektMinistero della Giustizia
AutorRaffaella Tallarico
RegionItálie
KategorieMédia, reklama a PR, Společnost a životní styl

Tessera di pelle rossa, scritta oro, numero 193505: a riceverla è Claudio Bottan dall’ordine dei giornalisti dell’Abruzzo. Da vicedirettore di “Voci di dentro”, giornale scritto dai reclusi nei penitenziari di Lanciano, Chieti e Vasto, Bottan ne dà notizia con un articolo sul sito del periodico. Stavolta, la notizia è lui in persona. È infatti il primo ex detenuto ad essere iscritto all’Ordine. L’unico precedente conosciuto è quello di Claudio Lamponi: condannato all’ergastolo, è entrato a far parte dell’odg della Lombardia ad honorem, nel 2024.

A gNews, Bottan definisce l’iscrizione all’albo una battaglia per tutti i detenuti. Una volta pagati i propri debiti con la giustizia, non ci dovrebbero essere ostacoli per entrare negli ordini professionali. “L’abbiamo combattuta io e il mio ‘maestro’, Francesco Lo Piccolo, presidente e direttore di ‘Voci di dentro’ – racconta -. Nelle carceri nelle quali lavoriamo si sono formati fisioterapisti, laureati in giurisprudenza e in altre discipline, ma non potranno mai esercitare. Ci piace pensare che il mio caso possa aprire nuove prospettive”.

Per entrare nell’ordine dei giornalisti, i precedenti penali non sono un ostacolo automatico. La legge professionale (l. n. 69 del 1963), all’articolo 31, prevede che un condannato possa entrare nell’albo “se, vagliate tutte le circostanze e specialmente la condotta del richiedente successivamente alla condanna, ritenga che il medesimo sia meritevole della iscrizione”. L’unica preclusione è la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici: se e finché c’è, l’iscrizione non è possibile. “Io personalmente non l’ho avuta. Ma, per esempio, altri nostri redattori reclusi hanno l’interdizione limitata alla durata della pena, quindi al momento non potranno iscriversi all’ordine”, dice il giornalista.

Condannato a 9 anni in totale per reati fallimentari, Bottan ne sconta 6 in carcere. Entra per la prima volta nel 2016 a Busto Arsizio, e inizia a collaborare per vocelibera.net, sito creato da Fabrizio Corona, mentre era detenuto nel carcere milanese, e dal fratello Federico. Grazie a questa esperienza editoriale, Bottan ottiene il cosiddetto permesso ‘articolo 21’, che consente di uscire di giorno e tornare in istituto la sera. Successivamente, mentre è in misura alternativa, inizia a lavorare per un service editoriale a Milano. Ma le condizioni di lavoro non sono ottimali: “Ero quello che aveva bisogno di essere occupato. Ero sottopagato, non avevo alcun tipo di tutela, ma per me è stata un’esperienza fondamentale”, dice il giornalista. Bottan sconta la sua pena detentiva in diversi penitenziari: oltre a Busto Arsizio, anche a Viterbo e Rebibbia. Poi, l’affidamento in prova al servizio sociale. Nel 2022, inizia a collaborare per “Voci di dentro” e ne diventa vicedirettore due anni dopo.

Il giornalismo è il filo della storia di Bottan anche in amore. È proprio nella ricerca di belle storie da raccontare che si imbatte in Simona e nella sua lotta contro la sclerosi multipla. “La prima volta che ci siamo incontrati mi ha detto ‘non muovo le braccia, non muovo le gambe, però voglio arrivare fino ai piedi dell’Himalaya’. Io le ho proposto un’intervista…che ormai dura da 10 anni”, racconta il giornalista. Che definisce l’attività in “Voci di dentro” come il suo “secondo impegno”: “Il primo è quello di prendermi cura di lei”. Bottan e la compagna vivono in provincia di Roma.

https://www.gnewsonline.it/claudio-bottan-primo-ex-detenuto-a-diventare-giornalista